Antonino Cannavacciuolo, un salto nel passato con un’intervista speciale

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Antonino Cannavacciuolo
Antonino Cannavacciulo via Facebook

A tutti capita di riguardare foto del passato oppure di leggere vecchi diari, a me capita spesso anche di rileggere i miei vecchi articoli, quelli del mio esordio qui sul web (Lontano 2009) ed altri più “recenti”. In passato, come c’è scritto anche nella sezione “About me, ho lavorato per un sito del settore, che mi ha permesso di collaborare con brand famosi. In realtà, grazie a quel lavoro, ho avuto anche la possibilità d’intervistare grandi personaggi, del web e non. Seppur virtualmente, sono riusciti a trasmettermi grandi emozioni e, sbirciando tra le interviste del passato, mi sono imbattuta in quella di Antonino Cannavacciuolo (Inutile dirvi chi sia, lui è un grande!!).

Ricordo ancora l’emozione provata nel ricevere il suo consenso a lasciarsi intervistare e l’ansia nel momento di scrivere le domande. Avevo già una grande considerazione di Antonino Cannavacciuolo, ma alcune sue risposte mi hanno letteralmente sorpresa…

La parte migliore? Il suo personale #Addios 😀 😀

Antonino Cannavacciulo
Antonino Cannavacciulo via Facebook

Dopo quasi due anni da quell’intervista, voglio ricordare con voi questa splendida “esperienza” riproponendo l’intero dialogo con Antonino Cannavacciuolo:

D.V.: Il suo nome è una leggenda, ma come nasce la passione per la cucina?

A.C.: La passione per la cucina, è cresciuta in me durante l’infanzia, e mi ha accompagnato passo dopo passo durante tutta la crescita, avvicinandomi sempre più a quel mondo alla quale ora appartengo.

Credo sia una questione di istinto e sentimento, un amore innato che cresce con te.

D.V.: La sua formazione ha le radici nella Scuola Alberghiera di Vico Equense, sua città natale, quanto è stato difficile arrivare a ristoranti prestigiosi come il Buerehiesel di Strasburgo?

A.C.: Per arrivare ad esperienze lavorative in posti prestigiosi bisogna essere tenaci e avere una grandissima volontà di arrivare.

Affrontare e operare in cucine rinomate, era per me la consapevolezza di poter imparare cose nuove avvicinandomi a mondi diversi….i sacrifici sono stati fatti, ma è quanto necessario per ottenere dei risultati.

Antonino Cannavacciulo
Antonino Cannavacciulo via Facebook

D.V.: Oltre al Buerehiesel ha avuto modo di lavorare per altri prestigiosi ristoranti, tra i quali anche il Grand Hotel Quisisana. A quel tempo in cucina c’era il famoso Gualtiero Marchesi, quanto ha influito sulla sua formazione la sua figura?

A.C.: Ogni grande Chef con il quale ho avuto la fortuna di relazionarmi è stato per me motivo di crescita e fonte di ispirazione. In una realtà lavorativa come la nostra, è fondamentale capire quanto sia importante confrontarsi e trarre profitto da ogni tipo di insegnamento.

D.V.: Nel 1999, a soli 24 anni, assume la gestione del Ristornate Hotel Villa Crespi, com’è giunto a questo risultato?

A.C.: La gestione di Villa Crespi, è stata per me e mia moglie Cinzia, una grandissima sfida iniziata con tanta determinazione e voglia di crescere.

Non è stato facile, abbiamo lottato giorno dopo giorno, cercando di far conoscere ed emergere la nostra passione per la ristorazione e l’hotellerie…abbiamo affrontato tante sfide, e alla fine, andando anche un poco controcorrente, siamo riusciti ad emergere. E’ sempre una bellissima soddisfazione, quando si riescono ad ottenere dei risultati!

D.V.: La sua grande creatività, come è stato possibile vedere nel corso di Cucine da incubo, la porta a creare piatti semplici, di gran gusto e fatti con prodotti genuini, ma come nascono le sue idee culinarie?

A.C.: Le mie idee in cucina, crescono dentro di me, e maturano da sole, senza una logica precisa. Trovo ispirazione da ingredienti, da ricordi, da emozioni…Utilizzare prodotti genuini fa parte inoltre della mia tradizione e dei principi con la quale sono cresciuto.

D.V.: Grazie al programma ha avuto modo di visitare molti ristoranti e le rispettive cucine in fase di fallimento, cosa ha pensato nel vedere la poca passione dei tanti chef?

A.C.: L’esperienza di Cucine da Incubo, mi ha dato modo di vedere e conoscere le difficoltà a cui vanno incontro i gestori dei locali in cui siamo intervenuti.

Credo che la passione non manchi, ma bisogna oltre a quella, considerare tantissimi fattori, come la qualità delle materie prime, le esigenze dei clienti, l’esperienza, la praticità, e tutti quei dettagli che possano in qualche modo aiutare al funzionamento di un’attività. Non è semplice, oggi come oggi, avere oltre alla passione e la bravura, un carattere imprenditoriale che rappresenti  al meglio un gestore d’attività.

Antonino Cannavacciulo
Antonino Cannavacciulo via Facebook

D.V.: Ad oggi la sua carriera è in piena crescita, c’è qualcosa che ancora le manca per essere pienamente soddisfatto?

A.C.: Credo che non sarò mai pienamente soddisfatto…o forse, se un giorno lo sarò, smetterò di fare questo lavoro….al momento, non riesco ad esserlo, visto che sento dentro di me, la voglia di continuare a crescere, imparare e scoprire cosa di bello ha ancora il futuro da propormi….

D.V.: Signor Antonino l’intervista si è conclusa, prima di salutarci desideriamo ricevere un suo personale “Addios”.

A.C.: Addiossssssssss! 🙂

10 COMMENTS

  1. L’emozione che hai provato tu, scrivendo questo articolo l’hai trasmessa a me… Giuro!!!
    Che bella esperienza, e soprattutto che grande professionista!

    • Che belle parole *.* Lui è davvero una grande persona ed io sono felice di essere riuscita a trasmettere le emozioni provate 🙂

  2. Deve essere stato incredibile poter intervistare un personaggio così importante! Complimenti! belle le parole che ha detto a fine intervista: “Credo che non sarò mai pienamente soddisfatto…o forse, se un giorno lo sarò, smetterò di fare questo lavoro”. E’ un grande 🙂

  3. Mi sta molto simpatico, è mi piace molto vedere il suo programma, lo ritengo un omone dal cuore d’oro che vive per la cucina e la tua intervista conferma a pieno l’idea che ho di lui =)

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